Ho raccolto quest'avvincente esperienza direttamente dal suo protagonista, un amico che tuttavia, per il notevole carico emotivo che normalmente comporta un tale episodio, e non solo per chi lo vive, preferisce non apparirvi personalmente. Per questo motivo nello svolgere del racconto lo indicherò con il nome di comodo di "Marco", come mio figlio.
Lo squalo
Con piacere nota che il mare è calmo, increspato giusto da una leggera brezza di levante. In acqua la visibilità è soddisfacente (almeno 15 m.) e Marco cattura in rapida successione i primi bei saraghi di quella giornata che sembrava promette decisamente bene. Risalito in gommone, Marco si sposta alle "Tanche Bianche", la punta nei pressi della tonnara, dove una franata di grossi massi muore su un fondale sabbioso di 18/20 metri. Effettua delle prime immersioni in planata a scopo ricognitivo, e durante una di queste avvista alcuni saraghi che tenta di avvicinare in caduta. L'azione riesce, ma, una volta a tiro, Marco non spara, giudicandoli sotto misura. Quindi fa per girarsi verso sinistra ed allarga il braccio per facilitare il movimento... quando si sente sfiorare da un qualcosa d'inaspettato. Si volta e il sangue gli si gela nelle vene! Quella che sulle prime gli sembra un'ombra, immediatamente assume i contorni inequivocabili della testa di un enorme, gigantesco squalo che comincia a sfilargli davanti... Prima la testa, poi l'imponente, inconfondibile sagoma, che sembra non voler finire mai. Un brivido di terrore scuote Marco, che però subito riprende il controllo dei nervi e si appiattisce tra le rocce. Ma il "mostro" sembra continuare imperturbabile il suo nuoto tranquillo, col suo movimento maestoso e costante, quasi non si fosse neanche accorto del minuscolo "homo sapiens" aggrappato alle rocce del fondo.
![]() Quei pochi ma interminabili secondi consentono a Marco una visione accurata dell'imponente squalo, da cui non riesce a staccare gli occhi neanche durante la fase di riemersione, quantomeno per tentare di scongiurare la possibilità di un suo attacco improvviso. L'apparente tranquillità del gigante farebbe pensare che questi realmente non si sia neanche accorto del sub, se non fosse che... Già..., Marco non può non notare, infatti, come la traiettoria dello squalo fa invece pensare che quello gli sia arrivato addosso premeditatamente, magari per curiosare! Infatti ora si sta allontanando curvando leggermente verso sinistra, come a voler rientrare nella sua rotta seguita in precedenza. E' in questo frangente che Marco valuta le reali dimensioni dell'animale. Esso sembra di gran lunga più lungo del suo gommone, forse 7-8 metri! Il salto sul natante a velocità supersonica è ormai cosa fatta, ed è un vero sollievo! Tanto che, nonostante l'incredibile sensazione di pericolo provata, Marco si rende subito conto di esser stato protagonista di un incontro fantastico con un "Signore del Mare". Un grande squalo che in un primo momento, egli pensa, poteva essere magari proprio un "bianco"...! La sua razionalità gli suggerisce che ben difficilmente un così grande animale si avvicinerebbe al sottocosta, e decide perciò, molto coraggiosamente bisogna dire, di continuare la battuta di pesca in apnea nonostante la paura appena provata, ma stavolta immergendosi più a riva, nella schiuma, in modo da mettere ancora a pagliolo qualche altro pesce. Ma ormai nella sua mente si fa sempre più largo la sagoma gigantesca dell'incredibile, maestoso pesce appena visto; per cui, una volta rientrato a casa, Marco si mette febbrilmente a cercare tra alcuni testi, notizie che possano chiarire "cosa" fosse quella figura maestosa, ormai indelebilmente stampata nella sua memoria. E alla fine le sue ricerche hanno successo: il grande essere sembra rivelarsi come un grande Squalo Elefante, o Cetorino. Idea poi confermata anche dagli avvistamenti di alcuni pescatori, che proprio in quella zona, dalle loro barche, avrebbero avuto modo nei giorni seguenti di avvistare lo stesso squalo. ![]() E alla fine, nonostante l'incredibile spavento provato, tuttavia a Marco rimane il ricordo di una esperienza incredibile, forse la più bella di tutte, tra le tante che il mare gli ha regalato in anni e anni di avventure. E nel cuore ancora ringrazia il Mare per averlo reso testimone di un'incontro di così rara bellezza e armonia, oltre che di quella incredibile intensità emotiva. Onestamente non so se invidiare o meno Marco; non so se quella bellissima visione riuscirebbe a compensare gli attimi di terrore provati, e mi permetterebbe di continuare a godere con tranquillità le mie successive avventure nel blu. Ma so per certo che il Mare riesce sempre a meravigliarci e sorprenderci oltre misura, e noi pescatori in apnea, esseri privilegiati, questo lo sappiamo bene ed è forse proprio questa consapevolezza che alimenta all'infinito il nostro amore per il Mare. Osvaldo Uccheddu Prendendo spunto dalla segnalazione di Andrea, un caro amico che ci muove delle osservazioni in merito alla immediata riconoscibilità, da parte di un qualunque appassionato di mare, di un animale dall'aspetto tipico come il Cetorino, facciamo notare alcune caratteristiche di questo squalo: le immagini inserite da noi ad illustrazione, e gentilmente concesse da www.infosquali.it, mostrano il Cetorino nel tipico atteggiamento che assume durante l'attività alimentare, con la enorme bocca, e il filtro dell'apparato branchiale, spalancati a raccogliere plancton e microorganismi di cui si ciba: postura che effettivamente può renderlo immediatamente riconoscibile agli occhi di un appassionato del mare. Tuttavia lo stesso squalo, con la bocca chiusa perde questo suo aspetto tipico per assumere le più generiche sembianze di altri, ben più temuti squali. A conferma di ciò vi invito ad osservare l'immagine, più piccola, in testa all'articolo... Che ne dite?
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