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I grandi tonni oceanici
Intervista di Gennaro Di Bisceglie MicroAvventure.it 

  Alberto Vitale è un cameraman che ha un compito particolarissimo: quello di riprendere i grandi tonni all'interno delle tonnare volanti. Il trovarsi a contatto con pesci enormi, giganteschi, che possono anche superare la tonnellata di peso, costituisce sicuramente una esperienza dall'impatto emotivo incredibile.
I grandi tonni oceanici

  Alberto ha un fisico asciutto e minuto. Già normalmente cammina con il tipico incedere a scatti delle persone nervose: sguardo perennemente indagatore e mani puntate in tasca. Ha un po' la "faccia di corno", diciamolo pure!, e stasera poi, che ha appena firmato il contratto per la nuova stagione, è addirittura intenibile. Infatti è eccitatissimo, e non tanto per la conferma professionale appena avuta, quanto per la certezza di poter finalmente riabbracciare quel suo mondo esclusivo racchiuso all'interno di una immensa rete pelagica.
  Quando finalmente riusciamo a strapparlo dalle chiacchierate scherzose in cui è impegnato insieme agli amici, alla fine lo convinciamo a parlarci di quello che abbiamo a cuore. Ma Alberto è comunque un ragazzo disponibile e innamorato del mare, per cui si lascia andare anche volentieri a considerazioni più intime riguardanti il suo rapporto con esso. Certo, sulle prime fa un po' il difficile...
  - Insomma, ti cali in quelle reti immense... Va bene che sei in un ambiente circoscritto, ma non ti fa paura il "buio" che vedi sotto di te?
  - No! Assolutamente!
  - Bene... Dunque, ti cali in questa rete.
  - Dentro?! No: fuori!
  - Ma..., non avevi detto che... - E sì, un po' si diverte a tenerci sulla corda. Ma alla fine si decide ad aprire lo scrigno delle sue confidenze.
  - In effetti non mi calo all'interno della rete, ma all'esterno. Poi raggiungo una particolare "porta", costituita da una paretina mobile fissata con una serie di moschettoni, predisposta al mio passaggio.


  - Ma, partiamo con ordine: l'imbarco...
  - Non immagini che gioia è per me imbarcarmi con la flotta. Di solito si sta via per due mesi, ma sono due mesi di divertimento e buona compagnia, con un gruppo di persone affiatate e, soprattutto, simpatiche. A bordo, poi, personalmente sono tenuto in particolare considerazione in quanto li "sfotto" continuamente, visto che io sono l'unico, a bordo, che praticamente non fa mai niente!
  - Ah! E la tentazione di buttarti fuori bordo?... Ce l'hanno mai?...
  - ...Tanto, lo sanno che al momento giusto a mare ci vado senza farmi pregare. E anzi è sicuramente quello il momento più emozionante. A pensarci, è anche il momento più bello: quando mi preparo sono tutti attorno a me, a incitarmi: sanno che l'esito della intera battuta di pesca dipenderà anche dalle immagini che riprenderò. E io sono talmente preso dalle loro chiacchiere che neanche penso allo spettacolo che mi aspetta sott'acqua.
  - Deve essere un momento intenso!... Provi mai timore al momento di immergerti?
  - Un po' sì. Sono consapevole di entrare in una dimensione "estrema", in un mondo assolutamente di frontiera. E poi non so mai cosa troverò nella rete, o anche fuori di essa. Anche se, naturalmente, le strumentazioni di bordo, ma soprattutto l'esperienza dei pescatori, a quel punto mi hanno già fornito una indicazione approssimativa. A bordo c'è gente che a volte si sporge al disopra della rete, e fa: "Saranno 220, 230...". Quando poi controlliamo dalle riprese video, lo sai che non sbagliano mai?!
Oggi il tonno viene insidiato a centinaia di miglia dalle coste, in pieno Mediterraneo (che viene considerato a tutti gli effetti "un oceano"), dopo essere stato individuato con apparecchiature sofisticatissime e con l'ausilio di aeroplani. Nella nuova pesca con le tonnare volanti il pesce appena caduto in rete non viene issato a bordo dei pescherecci, ma soltanto trattenuto fino all'arrivo degli acquirenti. Il compito dell'operatore subacqueo consiste nel calarsi nelle stesse reti per riprendere i tonni catturati, in modo da poterne offrire le immagini per la determinazione di qualità e quantità. C'è da aggiungere che la flotta salernitana è, tra quelle preposte alla pesca del tonno, la più grande d'Europa e probabilmente del mondo.

  - Ma nella rete puoi trovare altro, oltre ai tonni? Quanto è grande?
  - La rete, soprattutto nella sua conformazione iniziale, è immensa: può avere due chilometri di circonferenza e può essere profonda oltre 150 metri. E infatti posso trovarvi di tutto: pesci spada, razze, grandi pesci luna, tartarughe. La postazione che stabilisco di solito è a 10 metri di profondità. In effetti, all'inizio della immersione mi spingo anche sotto i 30, ma lo faccio per i pescatori a bordo, per fornire loro una prima valutazione generale.
  - Quanto vicino ai tonni arrivi?
  - La mia posizione è proprio accanto all'ingresso di un corridoio obbligato che i pesci a un certo punto devono percorrere, per cui mi passano talmente vicino che potrei toccarli.
  - Che sensazione si prova a sentirli, oltre che a vederli, a quella distanza?
  - Veramente, una cosa che continua a stupirmi ogni volta è proprio che non li senti affatto! Neanche te ne accorgi, quando un tonno di 700 chili ti passa vicino: non avverti il minimo movimento nell'acqua, né un fruscio. Te lo vedi sfilare accanto, che ti guarda, e va senza che neanche sembra muovere la coda.
  - Infatti nelle immagini che ci hai portato si nota distintamente che i tonni ti guardano, e la cosa fa un po' impressione: non ti intimoriscono? Eppure dovrebbero avere una forza notevole.
  - Spaventosa! Anzi, ti dico: i grandi hanno una energia tale da permettergli di trapassare tranquillamente la rete da parte a parte, anche se questo lo fanno raramente. Tuttavia mi è capitato di vedere fori estesi quanto la facciata di una villetta, e senza neanche più tracce dei lembi di rete divelta! Naturalmente il mio compito è solo di riprenderli con la telecamera, e del resto in un caso del genere non ci sarebbe molto da fare: soltanto sperare che altri tonni non si accorgano dell'apertura. Ma la rete è molto estesa e il grosso del branco si trattiene sempre al centro.

  - Ma torniamo a quello che si prova a contatto con pesci tanto mastodontici...
  - La loro forza la senti nelle scodate improvvise, nei "guizzi", se questo termine non facesse venire in mente più dei "pesciolini" che dei bestioni di quelle dimensioni... Quando poi tutto il branco scatta da un lato all'unisono, come fanno tutti i pesci, allora il rumore che senti fa impressione. Poi, quando cominciano a nuotare in circolo, allora il loro nuoto produce un effetto incredibile...: anche se non lo fanno velocemente, tuttavia a un certo punto ti rendi conto che c'è una forza, un qualcosa che piano piano risucchia anche te verso quel vortice. Ma il bello è che tu, magari, sei a dieci metri e più di distanza, e magari devi aggrapparti con una mano alla rete, per non farti risucchiare in mezzo! Nuotando a quel modo producono un rombo cupo, che ti avvolge. Un po' come il rumore notturno di un'autostrada trafficata. O come quello dei motori di una nave...
  - Ma non ti indimidisce il loro sguardo? Non ti fa sentire troppo piccolo?
  - Non lo so. In quei momenti sono talmente preso dal mio compito... Forse le prime volte mi inquietavano. Ma in effetti, pur rimanendo in immersione per un'ora o due, tuttavia non si ha molto tempo per fare considerazioni. La concentrazione è sempre altissima. E neanche a bordo, poi, ci si riesce: lì la vita ha sempre un ritmo sostenuto, tante cose da fare, soprattutto subito dopo le immersioni. Probabilmente alle cose che vedo in quella rete comincio seriamente a pensarci alla fine, quando sono tornato a casa. Lì a volte riconsidero tutte le cose che ho visto, che mi sono accadute... E non ti nascondo che lo faccio con la voglia di tornarci, con la nostalgia per quel mondo blu, magico, quella landa incantata in cui io sono il folletto tra i giganti. Però quel mondo è mio veramente, profondamente. E non penso che chi ama il mare, potrebbe mai dimenticarlo.


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Foto di Italo Nobile
Alberto con sullo sfondo la Yasmina, il mercantile recentemente arenatosi di fronte al litorale salernitano. Il gruppo di volontariato a cui appartiene, in quella occasione è stato immediatamente mobilitato nell'ambito delle necessarie operazioni di Protezione Civile.

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