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  Il trigone  
Testo e fotografie di Fabio Vernacotola 
per MicroAvventure.it 

  Quello con il trigone può costituire uno degli incontri più interessanti ed emozionanti dei nostri mari, in quanto è un animale relativamente placido ma che può raggiungere dimensioni notevoli! Ma ricordiamoci di fare sempre molta attenzione: sulla coda dispone di un aculeo da cui guardarsi assolutamente!
Il trigone  
  Bathala, Maldive gennaio 2003.

  Finalmente Maldive! Davanti a noi una settimana di vacanza e l'entusiasmo è alto all'idea di fare immersioni sui reef corallini in mezzo al mare. A giudicare dai depliant dei diving center sono assicurati gli incontri con gli squali, mante, napoleoni e così via in un'orgia di incontri ravvicinati dell'ennesimo tipo.
  Sapendo filtrare gli eccessi le immersioni sono belle davvero eppure i miei ricordi di quella settimana sono sicuramente più legati al reef "di casa" e alle esperienze in apnea che non alle immersioni negli hot spot più rinomati.

Foto di Fabio Vernacotola

  A Bathala poco dopo il tramonto, lo spettacolo è al pontile nord per lo "shark feeding". In pratica vengono riversati in mare, tutti i resti della cucina a base di pesce, per lo più pezzi di carangidi e cenie. In breve la barriera sotto il pontile si riempie di pesci. Sotto la luce di potenti fari fanno bella mostra di loro alcuni squali nutrice (fino a un paio di metri di lunghezza), qualche jackfish e vari trigoni che si accavallano l'un l'altro, forse più per gioco che per contendersi il cibo. L'esperienza al primo impatto è piuttosto forte, immaginatevi la nostra sorpresa quando al diving ci propongono una immersione notturna durante lo shark feeding.

Foto di Fabio Vernacotola

  Così il giorno dopo ci ritroviamo appoggiati sul fondo a dodici metri di profondità mentre di fronte a noi sfilano con regolarità i pescioni. La confidenza, specie dei trigoni è tale che ogni tanto si riesce, allungando timidamente la mano, a sfiorarne qualcuno in passaggio radente.
  Il giorno dopo, dato che sono un fermo sostenitore della bellezza dell'approccio apneistico al mondo sommerso, profondità e fiato permettendo, decido di tentare a modo mio. Così quasi al tramonto, scendo in acqua al pontile nord in cerca di emozioni.
  Ben prima che faccia buio, sotto il pontile c'è già movimento, per lo più si tratta di pesci piccoli e di qualche carangide, ma ecco un trigone, poi un altro e uno ancora... in breve sono già quattro, poi cinque, raccolti in pochi metri quadri di mare nell'attesa del pasto gratuito. Ce ne sono di varie misure, alcuni li stimo quasi un metro e mezzo di diametro.


Foto di Fabio Vernacotola

  Cerco in vari modi di avvicinarmi ma un pò per l'affanno, un pò perché sono troppo positivo in assetto non riesco scendere senza spaventarli. Qualcuno, che riesco ad avvicinare ma un pò scompostamente, accenna ad alzare la spina caudale velenosa.
  A questo punto mi torna utile l'esperienza di pescatore: "Fabio! Gli anni passati a fare l'aspetto non ti hanno insegnato niente? Il pesce non va inseguito va incuriosito!"
  Con questa idea in testa, mi distendo immobile sul fondo attaccato ad uno sperone corallino; lo stratagemma sembra funzionare, i trigoni incrociano e volteggiano sopra di me come dischi volanti e talvolta si lasciano carezzare!
  Il primo a concedermi la sua fiducia, e indiscutibilmente rimarrà il mio preferito, l'ho bettezzato Codamozza. E' un trigone di poco più di un metro di diametro, con la caratteristica di avere la coda tagliata proprio all'altezza dell'aculeo. Anche per questa sua caratteristica io sono più tranquillo, non reagisco quando mi punta di muso e riesco a godermi il contatto finchè l'apnea me lo consente.
  Nei giorni successivi l'appuntamento pomeridiano con i trigoni è stato per me il più atteso della giornata. Aiutandomi con una zavorra di un chilo sono riuscito ad avere sott'acqua il giusto assetto per non spaventarli.

Foto di Fabio Vernacotola

  Per non infastidirli mi sono limitato a piccole carezze lungo bordo morbido del loro corpo o a grattini sul dorso rugoso. In qualche caso ho provato ad avvicinare la mano alla loro testa, ma questo li intimorisce un pò e lo si vede perché si proteggono gli occhi serrando le grosse palpebre carnose.
  Non essendo una situazione occasionale sono certo che l'esperienza è riproducibile, basta un pò di acquaticità. La maggior parte degli incontri è avvenuta tra i 4 e gli 8 metri di profondità con immersioni da 20 secondi a un minuto e mezzo. Nel complesso un'esperienza decisamente arricchente soprattutto per il meccanismo di fiducia reciproca che si era instaurato con i trigoni. Abituato come sono, ad un mondo di pesci intoccabili e sempre in fuga, vedere che nonostante la mia goffaggine Codamozza e i suoi amici si avvicinavano a me di volta in volta con maggior fiducia mi riempiva di orgoglio e mi ha dato per una volta l'illusione di essere parte di questo insolito mondo di dischi volanti subacquei.
Fabio Vernacotola
  Mi raccomando se passate a Bathala salutatemi Codamozza.

  Fabio Vernacotola Roma  

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